Le alberature di Piazza Spada sono state oggetto di accurate indagini nel corso degli ultimi anni che hanno riguardato aspetti relativi alla resistenza delle piante agli effetti del vento con Prove di Trazione Controllata o Pulling Test.
Gli aspetti fitopatologici sono stati verificati dal prof. A. Vannini fitopatologo dell’Università di Agraria di Viterbo (Unitus). In questo caso le verifiche effettuate sia sugli alberi caduti sia sulle piante presenti hanno accertato la presenza di funghi (Phellinus punctatus) che aggrediscono gli apparati radicali e le zone del colletto degli alberi determinandone una scarsa funzionalità e resistenza meccanica all’ancoraggio.
Ulteriori aspetti indagati consistono in prove resistometriche effettuate sulle alberature per verificare la presenza di carie e/o vuoti all’interno dei fusti degli alberi.
Infine nell’anno 2024 sono stati effettuati interventi tesi alla rimozione del legno morto a livello di chioma contemporaneamente ad interventi fitoiatrici per lo svuotamento delle cavità formatesi a livello della chioma presentanti accumuli di acqua piovana.
Lo stato di conservazione dei platani che è emerso dalle diverse indagini condotte risulta per quasi tutti gli alberi caratterizzato da criticità più o meno rilevanti, che - nel caso del rapporto fitopatologico – si arriva a prospettare il cambio completo di tutte le alberature in quanto malate, senescenti e con portamenti complessi.
Utile ricordare per tali aspetti che per combattere la presenza di parassiti (insetti, funghi ecc.), che comportano comunque un indebolimento del soggetto arboreo, sono state effettuati trattamenti endoterapici (primavera 2024) che hanno comportato comunque una minore diffusione dei parassiti, anche se non la loro eradicazione, con minimi benefici delle condizioni fisiologiche e sanitarie degli alberi, oltre che di vivibilità dei sottostanti spazi..
Tenuto conto di quanto sopra esposto e degli ulteriori rilievi effettuati che tengono conto anche di altri fattori come: inclinazione del fusto, presenza di carie svuotanti sia lungo il fusto sia nella chioma si è elaborato un quadro operativo che prevede una serie di interventi consistenti in:
1. Piano di abbattimenti selettivi di breve-medio periodo con sostituzione degli elementi abbattuti. Per quanto riguarda le sostituzioni – evidenziando il fattore limitante nella scelta delle dimensioni è rappresentato dalla tazza su cui si andrà impiantare il nuovo albero in quanto appare ovvio che al crescere delle dimensioni (diametriche e di altezza) dell’albero necessita una zolla di trapianto sempre più grande, che per giocoforza potrà coincide dimensionalmente con il lato della tazza esistente.
2. Interventi di potature per alleggerimento della chioma, rimonda del secco; eventuali slupature delle parti di legno ammalorate e interventi fitoiatrici per lo svuotamento delle cavità formatesi a livello della chioma presentanti accumuli di acqua piovana;
3. Endoterapia – 2 cicli distanziati secondo calendario - a base di prodotti antifungini e insetticida sistemici.
Ovviamente in relazione agli abbattimenti che si andranno ad effettuare nel corso degli anni sono previsti re-impianti di esemplari arborei di dimensioni idonee, prevedendo l’utilizzo anche di specie diverse dal platano – per ovvi motivi agronomici - ma che garantiscono lo stesso aspetto paesaggistico.